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Nella UE il divario retributivo di genere va oltre i salari base e si manifesta anche nelle condizioni lavorative secondarie

Il divario retributivo di genere non si limita solo agli stipendi. A rivelarlo è un recente studio pionieristico riguardante 27 Paesi dell'area UE. Anche i rimborsi spese, le indennità annuali, i bonus, le assicurazioni e la previdenza sociale nei Paesi dell'Unione Europea mostrano una differenza di genere, nella maggior parte dei casi a beneficio del sesso maschile. Eppure, in tutti questi Paesi anche le lavoratrici beneficiano di questi diritti, e in circa un terzo degli Stati persino più frequentemente rispetto agli uomini. Sembra quindi che per ridurre questi divari retributivi secondari siano necessarie maggiori consapevolezza e assertività da parte delle lavoratrici nelle trattative in azienda.

In 24 dei 27 Paesi, i sondaggi online relativi allo stipendio condotti da WageIndicator hanno raccolto un numero adeguato di osservazioni. Oltre mezzo milione di lavoratori ha contribuito fornendo i propri dati nel periodo compreso fra gennaio 2014 e luglio 2016. Lo studio è il primo a porre l'attenzione sulle differenze di genere nelle condizioni lavorative secondarie.

Rimborso spese

I rimborsi spese sono abbastanza frequenti. Solo in sei Paesi meno del 10% dei lavoratori afferma di riceverli. In 12 Paesi la percentuale va dal 10 al 20%, mentre in altri tre Stati dal 20 al 30%. In due dei Paesi analizzati, il 30-40% dei lavoratori dichiara di beneficiare di rimborsi spese; in Belgio la percentuale supera il 40%. Tuttavia, le differenze di genere sono rilevanti. In 19 Paesi gli uomini affermano più frequentemente rispetto alle donne di ricevere rimborsi spese, mentre negli altri cinque Stati è il contrario.

Indennità annuali

Per 24 dei 27 Paesi è stato possibile raccogliere informazioni sufficienti a mostrare consistenti differenze di genere riguardanti i bonus. Diciotto Paesi favoriscono gli uomini: le differenze di genere variano da 0 a 6 punti percentuali. Nei sei Paesi che invece favoriscono le donne, le differenze vanno da 1 a 7 punti percentuali, ad eccezione dell'Estonia, dove il 30% delle donne e solo il 7% degli uomini hanno dichiarato di aver ricevuto bonus annuali.

La partecipazione maschile e femminile a piani di condivisione degli utili varia molto all'interno dei 22 Paesi per i quali vi è una adeguata disponibilità di dati. Il minor divario di genere (1% circa) è stato registrato in Danimarca, Ungheria, Irlanda, Italia e Svezia. Il Belgio (11%) e il Regno Unito (12%) mostrano le differenze maggiori. Tuttavia, questi divari di genere favoriscono sempre gli uomini. Unica eccezione la Polonia, dove le donne sono in leggero vantaggio rispetto ai colleghi maschi nei piani di condivisione degli utili.

Abbastanza in linea con quanto detto finora, le differenze di genere per quel che riguarda voucher, sconti o pagamenti in natura favoriscono in gran parte gli uomini: è questo il caso in 17 dei 22 Paesi che presentano una quantità sufficiente di dati. In questo caso, il più alto divario di genere si riscontra nel Regno Unito, con 10 punti percentuali. Solo in cinque Paesi le donne ricevono voucher, sconti e pagamenti in natura in misura maggiore rispetto ai colleghi maschi, in percentuali che vanno dal quasi 0 (in Austria) all'8% della Finlandia.

Piani pensionistici e assicurativi

Dal punto di vista dei contributi a piani pensionistici e assicurativi versati dal datore di lavoro, l'analisi rivela differenze di genere consistenti, soprattutto in favore degli uomini. E' questo il caso in 15 dei 24 Paesi per i quali sono disponibili dati sufficienti. In questo gruppo le differenze vanno dall'1% della Finlandia al 20% di Malta. In 9 Stati, invece, il divario è a favore delle donne, con una percentuale che varia da quasi lo 0% della Grecia ai 27 punti percentuali dell'Estonia. In 16 Paesi su 24, la differenza nei piani assicurativi favorisce i maschi, con un divario di genere che va da quasi 0% (Grecia) al 16% di Malta. In otto Paesi, invece, sono le donne ad essere avvantaggiate, con differenze che vanno dallo 0% circa della Romania ai 24 punti percentuali dell'Estonia.

Il report Analisi del divario retributivo di genere nelle indennità e nei bonus, monetari e non, è stato realizzato dall'Università di Amsterdam / AIAS. Questo documento fa parte del progetto WITA.

Che cos'è il progetto WITA - Gender Pay Gap?

Il progetto With Innovative Tools Against Gender Pay Gap – WITA GPG (Strumenti innovativi contro il divario retributivo di genere), che si sviluppa nel periodo gennaio 2015/dicembre 2016, aspira a fornire un contributo significativo nel ridurre il grande e permanente divario salariale tra uomini e donne, ed è stato realizzato grazie al programma PROGRESS della Commissione Europea, con la sovvenzione per progetto n.4000004929. Una delle attività del progetto è il confronto tra le retribuzioni degli uomini e delle donne a livello di categoria professionale e la pubblicazione dei risultati nei siti web nazionali di WageIndicator di tutti i 28 Stati membri dell'UE e della Turchia, oltre alla diffusione di questi dati tramite comunicati stampa.

Maggiori informazioni sul progetto WITA

Maggiori informazioni sul divario salariale tra uomini e donne su Iltuosalario.it