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Il lavoro da casa

Cos'è (e cosa non è) il lavoro da casa, i diversi tipi di lavoratori da casa, il lavoro a domicilio e il lavoro in proprio, la Convenzione Oil sul lavoro a domicilio, il lavoro a domicilio in Italia.

Cos'è il lavoro da casa?
Il lavoro da casa è un "tipo generico di lavoro inserito in un contesto informale e non organizzato, in cui il lavoratore esegue lavoro retribuito nel proprio domicilio o in un locale di cui ha disponibilità, ma non di proprietà del datore di lavoro".
Il lavoro a domicilio ha origini molto antiche. Nel mondo globalizzato di oggi è diventato una modalità di produzione stabile e vantaggiosa  per molte aziende. E' anche pratico per le donne che desiderano rimanere a casa, scegliendo di combinare il lavoro non pagato (cura dei figli) con quello pagato (a domicilio).

Cosa non è il lavoro da casa?
Il lavoro a domicilio non comprende il lavoro a casa inteso come responsabilità familiare, e neanche il lavoro domestico pagato svolto a casa di altri (pulizie, lavaggio, stiratura, baby-sitting). Nel lavoro a domicilio l'attività svolta viene pagata e non deve svolgersi in locali di pertinenza del datore di lavoro, ma solo a casa del lavoratore o comunque nella sua proprietà.

Esiste una stima del numero totale di lavoratori da casa nel mondo?
I lavoratori da casa coprono una quota importante della forza lavoro sia in industrie chiave di tipo tradizionale - abbigliamento, lavorazione delle pelli, produzione di tappeti, eccetera - sia in imprese più nuove, come quelle che si occupano dell'assemblaggio di componenti microelettronici. Si trovano sia nei Paesi sviluppati, sia in quelli in via di sviluppo come Pakistan, Bangladesh, India, ecc.
Con la rivoluzione tecnologica, il lavoro da casa è cresciuto esponenzialmente e oggi non è più riservato solo alla produzione, ma riguarda anche i servizi: consulenti legali che lavorano da casa, medici specialisti che collaborano con altri Paesi direttamente da casa propria, giornalisti, eccetera. Si stima che ci siano circa 100 milioni di lavoratori da casa, e più della metà si trovano nel sud dell'Asia.
Secondo le stime dell'Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite) la percentuale di lavoratori da casa nel settore non agricolo oscilla fra il 10 e il 25 per cento nei Paesi in via di sviluppo, percentuale che si abbassa e va dal 4 all'11 per cento nelle economie più avanzate.

Qual è stata la causa di un aumento così rilevante del lavoro da casa?
I fattori principali di questa crescita sono tre. Prima di tutto, a causa della globalizzazione le aziende hanno subito una forte pressione per l'abbattimento dei costi, cosa che le ha portate a subappaltare la produzione e a puntare su contratti di lavoro flessibili. In secondo luogo, le tecnologie informatiche hanno reso possibile ai lavoratori - soprattutto a quelli più qualificati e ai professionisti - il lavoro da casa. Terzo, la mancanza di opportunità di lavoro come dipendenti, dovuta principalmente ad un ritardo nella crescita economica sulla scia della crisi finanziaria, ha indotto molti lavoratori a mettersi in proprio. Tutti questi fattori hanno portato all'aumento del numero di lavoratori da casa.

Che tipi di lavoratori da casa ci sono?
Esistono principalmente due tipi di lavoratori da casa. Il lavoratore a domicilio lavora per uno o più imprenditori, il lavoratore in proprio lavora per sè ed è di fatto lui stesso un imprenditore.

Lavoratori a domicilio.
Questi lavoratori ricevono le commesse da subappaltatori o intermediari e vengono pagati a cottimo, cioè in base al numero di pezzi prodotti. Non hanno nessun contatto diretto con il mercato di ciò che producono e devono occuparsi delle materie prime e degli strumenti di lavoro, oltre che sostenere tutti i costi relativi al luogo di produzione. Questi lavoratori vengono utilizzati da linee di produzione sia locali (abbigliamento, tessuti, incensi, tabacco), sia internazionali (abbigliamento, calzature, elettronica, palloni da calcio).

Lavoratori in proprio.
Questi lavoratori sono solitamente in diretto contatto con il mercato e acquistano per conto proprio le materie prime. Devono affrontare la concorrenza diretta di grandi imprese e non hanno un facile accesso al credito. Le loro economie di scala sono inferiori e i costi di produzione sono di solito più alti.

Cosa dice l'Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite) a proposito dei lavoratori da casa?
A seguito dell'impegno dell'Associazione Indiana delle Lavoratrici in Proprio (Sewa) e della Rete dei Lavoratori da Casa nel Sud dell'Asia (HomeNet), l'Oil ha adottato nel 1996 la Convenzione sul Lavoro a Domicilio (C177), che definisce il lavoro a domicilio come un "lavoro svolto da una persona, definita lavoratore/lavoratrice a domicilio:
1. nella sua abitazione o in un altro locale di cui ha disponibiltà, diverso dal luogo di lavoro di proprietà dell'imprenditore;
2. retribuito;
3. risultante in un prodotto o servizio come richiesto dal datore di lavoro, indipendentemente da chi fornisce attrezzatura, materiali o altri contributi necessari allo svolgimento dell'attività."
La Convenzione distingue tra i lavoratori subordinati (a domicilio) e i lavoratori in proprio. Questi ultimi si differenziano per autonomia nel proprio lavoro e indipendenza economica.
L'Italia non ha ratificato questa Convenzione.

La Convenzione Oil sul Lavoro a Domicilio si applica anche ai lavoratori in proprio?
No, la Convenzione riguarda solo i lavoratori a domicilio / subordinati (a cottimo) ed esclude i lavoratori in proprio che lavorano da casa.

Quali diritti sono garantiti con questa Convenzione Oil (non ratificata dall'Italia)?
Questa Convenzione richiede a tutti gli Stati membri che la ratificano di prevedere e implementare una politica nazionale per i lavoratori a domicilio che garantisca l'uguaglianza tra questi e gli altri lavoratori subordinati nei seguenti aspetti:
1. Libertà di associazione e contrattazione collettiva;
2. Protezione contro le discriminazioni al momento dell'assunzione e durante il rapporto lavorativo;
3. Retribuzione adeguata alla qualità della prestazione lavorativa;
4. Protezione previdenziale prevista per legge;
5. Sicurezza sul lavoro;
6. Accesso alla formazione;
7. Età minima e maternità.
La Convenzione prevede anche l'inclusione dei lavoratori a domicilio nelle statistiche nazionali (e quindi anche nelle ricerche) relative alla forza lavoro. Inoltre, richiede ai Paesi che la ratificano di pianificare dei controlli anche sul lavoro a domicilio.

Perchè il lavoro da casa risulta invisibile?
I lavoratori da casa non sono solitamente inclusi nelle statistiche sul lavoro. Inoltre, il lavoro da casa è considerato qualcosa che riguarda solo le donne, in quanto "casalinghe".
Il lavoro da casa è invisibile anche perchè si situa a metà fra un impiego formale e uno informale. La legge sul lavoro riconosce solitamente due categorie di lavoratori:
1. Subordinati (soggetti a supervisione) e
2. In proprio (non soggetti a supervisione).
I lavoratori a domicilio  (cioè i lavoratori subordinati che lavorano da casa) sfidano questo dualismo presente nelle leggi sul lavoro, dal momento che sono subordinati - perchè legati da un contratto formale al datore di lavoro - ma non sono soggetti a supervisione diretta.

Quali sono le diverse forme di lavoro da casa?
Possiamo dividere il lavoro da casa in due categorie: tradizionale e moderno.
Il lavoro da casa tradizionale prevede lavoro intensivo e attività manuali, mentre quello moderno include attività professionali e di ufficio ad elevata informatizzazione e con maggiore capitale. Le attività tradizionali hanno un basso livello di specializzazione e di remunerazione, e richiedono maggiore fatica fisica; le attività moderne non solo sono più complesse, ma hanno anche livelli di specializzazione più elevati e sono ben pagate.
Le diverse forme di lavoro da casa comprendono:

Attività manuali tradizionaliAttività moderne con capitali elevati
Manifattura e assemblaggio
  • cucito
  • imballaggio
  • pulizia di gamberi
  • assemblaggi
Lavoro d'ufficio
  • dattilografia
  • elaborazione dati
  • contabilità
  • telemarketing
Produzione artigianale
  • tessitura di tappeti
  • cucitura di palloni da calcio e da pallavolo
  • produzione di scarpe
  • produzione di saponette
  • produzione di cesti di paglia
  • produzione di agarbatti (bastoncini di incenso)
  • cucitura di sacche (bori)
  • ricamo
Attività professionali
  • consulenze mediche
  • consulenze di architettura
  • consulenze fiscali
  • consulenze legali
  • redazione di contenuti per il web
  • programmazione informatica
Servizi alla persona
  • lavanderia
  • estetista
  • barbiere / parrucchiera
  • calzolaio

Quali sono le differenze fra i lavoratori a domicilio / subordinati, i lavoratori in proprio e i dipendenti tradizionali?
La tabella che segue mostra le differenze fra questi tre tipi di lavoro in base alla Convenzione Oil:

CARATTERISTICHELavoratore in proprioLavoratore a domicilioDipendente tradizionale
TIPO DI CONTRATTO vendita contratto per un lavoro specifico contratto di lavoro
PAGA dopo la vendita di beni o servizi secondo la produzione di beni (a cottimo) secondo la produzione di beni o servizi (a ore o a cottimo)
CONTRATTA CON se stesso datore di lavoro / intermediario datore di lavoro
MEZZI DI PRODUZIONE FORNITI DA se stesso se stesso o dal datore di lavoro datore di lavoro
LUOGO DI LAVORO FORNITO DA se stesso se stesso datore di lavoro
INDIPENDENZA ECONOMICA piena no no

Il lavoro a domicilio in Italia

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